Stellantis, Prc: “Fortemente preoccupati per il futuro dello stabilimento” 2a

“Siamo fortemente preoccupati per il futuro dello stabilimento Stellantis (ex Fiat) di Rivoltà del Re a Termoli che da decenni dà lavoro a migliaia di lavoratrici e lavoratori con una media occupazionale di 3 mila addetti più l’indotto (pulizia, mensa, manutenzioni esterne)”.

E’ quanto affermato da Pasquale Sisto, segretario regionale Prc/Se.

“Ora l’azienda, secondo quello che afferma il management di Stellantis, dovrebbe essere riconvertita per far sorgere la cosiddetta Gigafactory per la produzione di batterie per l’alimentazione delle future auto elettriche.

La situazione, però, non è assolutamente chiara a riguardo sia gli investimenti che la salvaguardia occupazionale, nonostante il protocollo d’intesa siglato presso la Presidenza del consiglio dei Ministri.

Un dato ora è certo: l’accordo siglato la settimana scorsa tra alcune sigle sindacali e la Dirigenza dello stesso stabilimento, che prevede l’applicazione del Contratto di Solidarietà (CDS) per 1.036 lavoratori per il periodo che va dal 16 maggio al 31 dicembre 2022. Di fatto più di 1000 lavoratori sono esclusi da ciclo produttivo per tantissimo tempo, con il rischio di rimanerci a lungo. Come tristemente insegnano i piani di ristrutturazione fiat attuati nel corso degli anni, a partire dalla famosa vertenza dell’ottobre del 1980.

Siamo preoccupati perché studi di settore affermano che per la produzione di un motore Diesel di media cilindrata occorrono 10 lavoratori, per un motore a benzina 4 lavoratori. Per un motore elettrico, invece, ne basta un solo lavoratore.

Siamo sicuri che con la cosiddetta Gigafactory verranno salvaguardati tutti gli attuali posti di lavoro? Noi non ne siamo cosi certi, cosi come non ne sono convinti neanche anche alcune sigle sindacali molto rappresentative.

La domanda che ci poniamo è perché nello stabilimento termolese sono previste solo la produzione di batterie per macchine elettriche?

Perché non si prende in considerazione anche la produzione di auto alimentate a biocarburante che oltre a non essere inquinante, sono meno impattanti dell’elettrico?

Perché a Termoli prevedere la produzione di solo batterie per le auto elettriche e non anche la produzione di auto ibride con i motori e i cambi, che in ogni caso occorrono anche per le auto elettriche?

Rifondazione Comunista chiede sia alla Regione Molise che al Governo centrale di intervenire affinché si tutelino tutti i posti di lavoro nello stabilimento termolese.

Noi di Rifondazione Comunista, crediamo che questo territorio non debba essere parte residuale del piano industriale del nuovo gruppo di Stellantis, e che vadano assunti impegni politici ed istituzionali per la crescita industriale ed occupazionale del territorio. Se tutto questo non dovesse essere messo in atto, sosterremo i lavoratori e i sindacati nel mettere in campo tutte le azioni possibili finalizzate a una tutela dei posti di lavoro”.